Ogni qual'volta, ormai, mi reco sulle dolomiti, devo fare i conti con un sentimento quasi di repulsione, che mi assale nel frequentare certi luoghi così affollati in netta controtendenza con la vistosa crisi di frequentazione che ha colpito negli ultimi anni tutto il resto delle alpi o quasi. Un senso di disagio che vinco solamente grazie alla mia grande voglia di "scoprire" questi monti così particolari. Quando mi reco in montagna cerco e do per scontato di trovare quella pace e quei silenzi che considero essere una prerogativa dei grandi spazi aperti come lo è sempre stato, ma aimè, non è più così purtroppo da queste parti...Non vorrei sembrare polemico ed egoista nel pretendere di godere in esclusiva così tanta magnificenza, ma mi sembra che questo frenetico sfruttamento del turismo in modo così forsennato e ormai a mio avviso insostenibile porterà solo alla conseguenza finale di svilire e depauperare magari irrimediabilmente le straordinarie e fragili ricchezze di questo generoso patrimonio ambientale. Ricercare un pò di pace e tranquillità sta diventando una chimera in certi periodi dell'anno, e non solo, basti pensare per esempio, che l'ultima volta per trovare un posto per parcheggiare l'auto nei pressi del passo Sella ho impiegato più di mezz'ora... oppure per salire sulla ferrata tridentina, ho dovuto fare la fila ed aspettare il mio turno, proprio come al supermercato oppure ancora come in certi rifugi serviti magari dagli impianti dove vieni travolto da orde di allegre e chiassose comitive magari in scarpe da ginnastica che non mancano mai di portarsi appresso le abitudini cittadine come in un normale ritrovo al bar dell'oratorio. L'avidità umana non conosce confini nè regole, infatti ogni anno che passa si vedono sorgere come funghi nuovi impianti e piste da sci, ovunque, con i relativi annessi e connessi, ormai l'orizzonte di certe vallate e montagne ridotte a luna-park dello sci, è irrimediabilmente e orrendamente compromesso da funi e piloni che spuntano a destra e a manca, alla faccia della tutela ambientale e in barba al blasone che ora si fregiano questi monti, quale "patrimonio dell'umanità" dichiarato dall'unesco. Sembra una beffa di cattivo gusto, un titolo altisonante e di grande prestigio, mortificato e sminuito nel suo valore e per ciò che rappresenta, che sembra appioppato solo e semplicemente per oliare ancor di più la grande macchina del turismo.